Central Pivot Range (CPR): cos'è e come si usa
Aggiornamento: 9 set
Il Central Pivot Range (CPR) è un indicatore di analisi tecnica composto da tre livelli, calcolati dal massimo, dal minimo e dalla chiusura del periodo precedente, che delimitano l'area di valore di uno strumento finanziario. Serve a stabilire in anticipo se il mercato è impostato al rialzo o al ribasso, a stimare se il periodo che si apre sarà direzionale o laterale, e a individuare i livelli di supporto e resistenza più probabili.
È uno strumento poco diffuso in Italia e molto usato dai trader professionali americani. In questa guida trovi cos'è, come si calcola, come si legge e come cambia il suo utilizzo a seconda dello stile di trading.

Come si calcola il Central Pivot Range (CPR)
Il CPR si compone di tre livelli, tutti derivati da tre soli dati del periodo precedente: massimo, minimo e chiusura.
Pivot centrale (P) = (Massimo + Minimo + Chiusura) ÷ 3
Pivot inferiore (BC) = (Massimo + Minimo) ÷ 2
Pivot superiore (TC) = (P − BC) + P
A seconda di come si è mosso il prezzo, la formula del TC può restituire un valore più basso di quella del BC. È normale: per convenzione il livello più alto dei due si chiama sempre TC e quello più basso BC. Tutte le piattaforme lo gestiscono in automatico.
La banda compresa fra BC e TC è il CPR vero e proprio. Il pivot centrale è il suo riferimento principale.
Cosa rappresenta il CPR
Il CPR è la sintesi del valore riconosciuto dal mercato nel periodo appena concluso, proiettata su quello che sta per iniziare.
Il ragionamento è semplice: ogni sessione nasce dalla precedente. Se il mercato ha appena scambiato attivamente in una certa fascia di prezzo, quella fascia conserva significato anche dopo, perché è lì che compratori e venditori si sono trovati d'accordo. Il CPR traduce quell'accordo in tre livelli calcolati, una zona di valore disponibile prima ancora che il periodo si apra.
Da qui derivano le sue tre funzioni: fa da supporto o resistenza durante il periodo, indica la direzione probabile attraverso la sua posizione rispetto al CPR precedente, e anticipa il tipo di movimento attraverso la sua ampiezza.
Il concetto di banda dei pivot è stato introdotto da Mark Fisher in The Logical Trader. Frank Ochoa, in Secrets of a Pivot Boss, vi ha aggiunto il pivot centrale e ha sviluppato l'analisi delle relazioni fra periodi che vedremo più avanti.
Quale CPR usare, secondo il tuo stile di trading
Il CPR si calcola su qualsiasi periodo: giornaliero, settimanale, mensile, trimestrale o annuale. La scelta dipende dall'orizzonte su cui operi, e sbagliarla è l'errore più comune di chi lo usa per la prima volta.
Day trading: CPR giornaliero e settimanale, su grafici da 1 a 15 minuti.
Swing trading: CPR settimanale e mensile, su grafici da 15 minuti al daily.
Position trading: CPR trimestrale e annuale, su grafico daily.
Investimento di lungo periodo: CPR annuale, su grafico weekly.
La regola pratica: il periodo del CPR deve essere sensibilmente più ampio dell'orizzonte medio delle tue operazioni. Un CPR giornaliero è irrilevante per chi tiene una posizione tre settimane, e un CPR annuale non dice nulla a chi chiude l'operazione entro sera.

Le relazioni fra CPR: da dove nasce l'aspettativa direzionale
Il CPR diventa davvero utile quando si lo si confronta con quello del periodo precedente. La posizione relativa delle due bande produce sette configurazioni, ognuna con un'aspettativa diversa.
Relazione | Descrizione | Aspettativa |
Higher Value | CPR corrente interamente sopra il precedente | Rialzista |
Overlapping Higher Value | CPR corrente più alto, ma parzialmente sovrapposto | Moderatamente rialzista |
Lower Value | CPR corrente interamente sotto il precedente | Ribassista |
Overlapping Lower Value | CPR corrente più basso, ma parzialmente sovrapposto | Moderatamente ribassista |
Unchanged Value | CPR corrente praticamente identico al precedente | Laterale oppure breakout |
Outside Value | CPR corrente che ingloba il precedente | Laterale |
Inside Value | CPR corrente interamente contenuto nel precedente | Breakout |
Le due configurazioni più interessanti stanno agli estremi. Higher Value e Lower Value sono le più nette: quando la banda si sposta interamente sopra o sotto quella precedente, il mercato ha ricollocato la propria area di valore e la configurazione è ben definita.
Inside Value è la più esplosiva. Un CPR interamente contenuto nel precedente significa che il mercato ha smesso di cercare prezzi nuovi e sta comprimendo l'area di valore. Quella compressione, prima o poi, si risolve con un movimento più ampio della norma in una delle due direzioni. Non dice quale: dice solo che un aumento di volatilità è atteso per il periodo corrente.
L'apertura conferma o smentisce l'aspettativa
Questo è il passaggio che separa chi usa il CPR con metodo da chi lo guarda e basta, ed è anche il motivo per cui il CPR non è un sistema di segnali.
La relazione fra i due CPR produce un'aspettativa, non una certezza. Quell'aspettativa va verificata su due prezzi: la chiusura del periodo precedente rispetto alla propria banda, e l'apertura del periodo corrente rispetto alla banda nuova.
Una chiusura sopra il CPR rafforza un'impostazione rialzista (o higher value); una chiusura sotto la indebolisce. Poi arriva l'apertura, ed è lei ad avere l'ultima parola. Se il periodo apre sopra la banda in presenza di una relazione rialzista, l'aspettativa è confermata e i ritracciamenti verso il CPR diventano le aree da osservare per comprare. Se invece apre sotto, l'aspettativa è smentita, e non ha senso impostare un'operatività di tipo long.
Il caso più istruttivo è proprio quello contrario alle attese: un'apertura debole sotto il CPR che rifiuta nettamente la direzione suggerita dalla una relazione higher value segnala un cambiamento di percezione del mercato, e spesso precede movimenti più ampi in direzione opposta (short). Chi si limita a leggere la relazione senza aspettare l'apertura perde questa informazione, che è la più preziosa delle due.
Il livello di invalidazione va deciso prima. In un'impostazione rialzista, una chiusura sotto il BC toglie validità alla lettura; in una ribassista, una chiusura sopra il TC fa lo stesso. Definirlo in anticipo è ciò che rende l'analisi verificabile invece che opinabile.
Come si riconosce un cambio di bias
Finché una tendenza è in corso, il CPR resta sotto i prezzi durante un uptrend dove funziona da supporto, sopra durante un downtrend, dove funziona da resistenza.
In un uptrend sano il prezzo tende a mantenersi sopra il BC; in un downtrend, sotto il TC.
Il cambio di bias si manifesta quando questa relazione si rompe e il prezzo chiude oltre la banda dalla parte opposta. Durante una fase rialzista il prezzo chiuderà sotto il BC del CPR calcolato per il prossimo periodo. Durante una fase ribassista il prezzo chiuderà sopra il TC del CPR calcolato per il prossimo periodo. Da quel momento sono possibili due esiti: l'inizio di una tendenza contraria a quella in atto, oppure il passaggio a una fase laterale.
La conferma arriva dalla reazione dei prezzi sul CPR stesso. Se nei periodi successivi il prezzo usa il CPR come supporto dopo averlo superato al rialzo, l'inversione è confermata. Se invece lo attraversa avanti e indietro senza mai stabilizzarsi, siamo in una fase di indecisione o lateralità e non in un cambio di direzione.
Sui periodi lunghi (CPR mensile o trimestrale), un cambio di bias è un evento significativo che vale la pena osservare.

L'ampiezza del CPR e le attese di volatilità
L'ultima informazione utile al trader è la distanza fra TC e BC, ovvero l'ampiezza del CPR.
Un CPR stretto nasce da un periodo precedente calmo, con escursione contenuta. Segnala che il mercato ha accumulato energia e rende più probabile un movimento direzionale ampio, un aumento di volatilità.
Un CPR largo nasce da un periodo precedente molto mosso. Segnala che l'espansione è già avvenuta e rende più probabile una fase laterale o di consolidamento.
Ne deriva un'alternanza ricorrente: compressione, espansione, nuova compressione. Il CPR permette di riconoscere la fase attesa in anticipo.
Due avvertenze. La prima: l'ampiezza è utile solo agli estremi. Un CPR nettamente stretto o nettamente largo rispetto alla media dice qualcosa; uno di ampiezza normale o nella media non ci sta dicendo nulla di che, e forzare una lettura è il modo migliore per sbagliare. La seconda: l'ampiezza indica il tipo di movimento atteso, mai la direzione. Un CPR stretto annuncia che il mercato potrebbe muoversi più del solito, non da che parte.
L'ampiezza è utile anche per calibrare i target delle operazioni. A fronte di un CPR stretto ha senso attendersi estensioni più ampie del solito, pertanto posizioneremo target più lontani dalla stessa zona di valore; un CPR largo invece ci permettà di ridimensionare le aspettative ed evitare di attendere movimenti eccessivi dei prezzi.

In sintesi
Il CPR fornisce tre informazioni distinte, tutte disponibili prima che il periodo si apra: la direzione probabile, che nasce dalla relazione con il CPR precedente; la conferma o un cambio di bias, che viene confermato dall'apertura; e il tipo di movimento atteso, che si legge nell'ampiezza della banda.
Nessuna delle tre è una previsione. Sono ipotesi con condizioni di verifica esplicite, ed è proprio questo a renderle utili al trader.
Grazie e alla prossima!
Andrea
Domande frequenti
Che cos'è il Central Pivot Range? Il Central Pivot Range è un indicatore di analisi tecnica formato da tre livelli, pivot centrale, pivot superiore (TC) e pivot inferiore (BC), calcolati da massimo, minimo e chiusura del periodo precedente. Delimita l'area di valore riconosciuta dal mercato e funziona come supporto, resistenza e indicatore di impostazione direzionale e di volatilità.
Come si calcola il CPR? Il pivot centrale è la media di massimo, minimo e chiusura del periodo precedente. Il pivot inferiore (BC) è la media di massimo e minimo. Il pivot superiore (TC) si ottiene sottraendo il BC al pivot centrale e sommando il risultato al pivot centrale.
Cosa significa CPR inside? Si parla di relazione Inside Value quando il CPR del periodo corrente è interamente contenuto in quello del periodo precedente. Indica una compressione dell'area di valore e rende più probabile un movimento direzionale ampio nel periodo in corso.
Su quali timeframe si usa il CPR? Il CPR giornaliero e settimanale si usa per il day trading, quello settimanale e mensile per lo swing trading, quello trimestrale e annuale per il position trading e l'investimento di lungo periodo. Il periodo scelto deve essere più ampio dell'orizzonte medio delle operazioni.
Il CPR funziona su azioni, forex e futures? Il CPR si calcola solo da massimo, minimo e chiusura, quindi è applicabile a qualsiasi strumento con dati di prezzo completi: azioni, indici, futures, valute ed ETF.
Andrea Bellani è analista tecnico dei mercati finanziari certificato SIAT di I livello e fondatore di OneStockTrader. Le analisi hanno finalità informative e non costituiscono consulenza finanziaria personalizzata.
I concetti esposti derivano dal lavoro di Mark Fisher (The Logical Trader) e Frank Ochoa (Secrets of a Pivot Boss).
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