Il metodo OneStockTrader: un titolo alla volta, scelto tra cento
Aggiornamento: 10 set
Il metodo OneStockTrader è un approccio all'analisi tecnica dei mercati azionari americani che unisce due elementi: un'analisi sistematica, condotta con criteri oggettivi sull'intero universo delle cento maggiori società statunitensi, e una decisione operativa discrezionale, presa dal trader sui pochi titoli che quell'analisi seleziona.
In una riga: il sistema sceglie dove guardare, la persona decide se agire.
Questo articolo esiste dal 2023 e ho voluto riscriverlo perché nel frattempo ci sono stati importanti sviluppi e cambiamenti. Racconto qui da dove nasce, cosa si è rivelato sbagliato nell'idea di partenza, e cosa faccio oggi.

Da dove nasce il nome OneStockTrader
L'idea originale era semplice: invece di inseguire decine di titoli, sceglierne uno e conoscerlo davvero al fine di poterci operare ogni giorno. Studiarne il comportamento abituale, imparare come si muove nelle diverse fasi di mercato, costruire una routine ripetibile su quel singolo strumento.
Il ragionamento reggeva, e regge ancora. Chi si disperde su venti titoli non ne conosce bene nessuno, reagisce alle notizie invece che al prezzo, e cambia strumento ogni volta che ne vede uno che sembra più promettente. Il focus sul singolo asset elimina buona parte del rumore, riduce le decisioni da prendere e rende possibile una routine.
Il problema che l'intuizione non risolveva
Concentrarsi su un titolo presuppone di aver scelto quello giusto. E la scelta, nell'impostazione originale, la facevo io, sulla base di preferenze, abitudini, familiarità. Un titolo su cui mi trovavo bene.
Il punto è che un singolo titolo non offre condizioni interessanti tutti i giorni. Passa settimane in fasi laterali in cui non c'è niente da fare, e proprio in quelle settimane il trader concentrato su di esso è portato a forzare operazioni che il mercato non gli sta offrendo. È il modo più efficiente di perdere denaro conoscendo benissimo uno strumento.
La conclusione a cui sono arrivato è che il problema non era la concentrazione, ma il criterio con cui si sceglie l'oggetto su cui concentrarsi. Concentrarsi su un titolo scelto per abitudine è un limite. Concentrarsi ogni giorno sul titolo che presenta le condizioni migliori, individuato tramite regole fisse, è tutt'altra cosa.
Cosa significa oggi OneStockTrader
Un titolo alla volta, sì, ma non sempre lo stesso, e non scelto a piacere.
Ogni mattina un insieme di criteri oggettivi passa in rassegna l'intero universo e restituisce i pochi titoli che presentano condizioni tecniche coerenti con lo stato del mercato. Su quelli lavoro. Se non ne emerge nessuno, non opero, ed è una possibilità che il metodo prevede esplicitamente.
Quello che è cambiato è che ora si concentra su ciò che il mercato offre, non su ciò che io preferisco.
L'universo: le cento mega cap dell'S&P 100
L'analisi lavora sulle società che compongono l'indice S&P 100, cioè le maggiori capitalizzazioni del mercato americano.
La scelta è deliberata e restrittiva. Un universo ristretto e molto liquido produce comportamenti tecnici e strutture di mercato più regolari: gli scambi sono ampi, le aree di valore si formano con nitidezza, i livelli vengono testati da volumi consistenti invece che da poche mani. Un'analisi sistematica funziona meglio su strumenti che si comportano in modo coerente, e le mega cap americane sono la parte di mercato dove queste condizioni si verifica più spesso.
Cento titoli sono inoltre abbastanza da offrire titoli di tutti i settori di mercato, e abbastanza pochi da poter essere esaminati integralmente ed automaticamente ogni giorno con criteri identici. È l'equilibrio tra copertura e coerenza.
Non copro futures, valute, materie prime o criptovalute. Non perché non siano interessanti, ma perché voglio che il metodo sia altamente specializzato nell'asset class che preferisco.
I riferimenti: livelli oggettivi, non indicatori
L'analisi si costruisce su livelli calcolabili in modo univoco a partire da prezzo e volume, non su indicatori derivati. Due tra gli indicatori più importanti utilizzati nel metodo sono:
Il Central Pivot Range che definisce l'area di valore, l'aspettativa direzionale e di volatilità del periodo.
L' Average Daily Range che misura lo stato di volatilità e fornisce obiettivi proporzionati all'escursione tipica dello strumento.
Gli indicatori la stessa caratteristica: restituiscono lo stesso numero a chiunque li calcoli. Non dipendono da parametri scelti a piacere e non arrivano in ritardo rispetto al prezzo. Sono riferimenti condivisibili, e ho spiegato altrove perché questo conta in un mercato dominato dagli algoritmi.
La routine quotidiana
Il metodo si traduce in una sequenza fissa, sempre nello stesso ordine.
Primo, il contesto di mercato. Si stabilisce in che stato è il mercato nel suo complesso, perché è il regime generale a determinare quanto è ragionevole rischiare e che tipo di setup ha senso filtrare.
Secondo, la selezione del titolo. I criteri passano in rassegna i cento titoli e restituiscono quelli coerenti con quel contesto.
Terzo, il piano. Per ogni titolo selezionato si definiscono livello di ingresso, target e soprattutto la condizione secondo cui il piano decade.
Quarto, la decisione. Qui il sistema si ferma e comincia il lavoro discrezionale del trader: valutare, scegliere, ed eventualmente non fare nulla.
I primi tre passaggi sono oggi automatizzati in OST App, che li esegue ogni mattina prima dell'apertura americana. Il quarto rimane ovviamente un' "arte" del trader.
Analisi sistematica, decisione discrezionale
È il punto che distingue questo metodo dalla maggior parte di ciò che si trova in giro, e vale la pena esplicitarlo.
Non sono un trader algoritmico: nessun sistema apre o chiude posizioni al posto mio. Ma non sono nemmeno un trader intuitivo, perché le informazioni su cui decido sono calcolate, non interpretate a occhio.
La differenza pratica è che la discrezionalità viene tolta da dove fa danni e lasciata dove serve. Non c'è nulla di male nel valutare con giudizio se entrare a mercato. C'è molto di male nel tracciare un supporto dieci punti più in basso perché quella mattina si è più ottimisti. La sistematizzazione dell'analisi impedisce la seconda cosa senza impedire la prima.
Ha anche un effetto che scopri col tempo: quando i livelli sono calcolati prima di guardare il grafico, non c'è modo di spostarli per giustificare un'operazione che si aveva già voglia di fare.
La gestione del rischio
Due principi, entrambi conseguenza diretta di quanto sopra.
La condizione di invalidazione è definita fin da prima dell'apertura. Se non si riuscisse a dimostrare che il piano di trading è invalidato, allora il piano non sarebbe abbastanza chiaro per operarci.
La posizione si dimensiona sulla volatilità dello strumento, non su una cifra fissa. Un titolo che si muove del cinque per cento al giorno e uno che si muove dell'uno per cento non possono avere la stessa dimensione di posizione, e l'escursione media fornisce il parametro per calibrarla.
Cosa questo metodo non è
Non è un servizio di segnali: è un metodo che supporta l'analisi decisionale del trader.
Non è un sistema che vince sempre. Riduce la variabilità delle decisioni e rende gli errori riconoscibili, il che è molto, ma un'analisi sistematica produce anche perdite sistematiche, e chi promette il contrario vi sta vendendo qualcos'altro.
Non è consulenza finanziaria personalizzata. I criteri sono identici per tutti e non tengono conto della situazione di chi li usa.
In sintesi
OneStockTrader è nato dall'idea che concentrarsi su pochi asset valga più che disperdersi tra migliaia di news e informazioni. È diventato l'idea che il focus sul singolo asset abbia senso solo se lo strumento su cui intendiamo operare venga scelto con un criterio oggettivo, non secondo una preferenza personale.
Da qui il resto: un universo definito molto liquido come l' S&P100, indicatori e livelli calcolati automaticamente, una routine identica ogni giorno, e la decisione finale lasciata alla persona.
Grazie e alla prossima!
Andrea
Domande frequenti
Perché si chiama OneStockTrader se il metodo analizza cento titoli? Il nome indica il modo di operare, non l'universo analizzato. L'analisi passa in rassegna le cento società dell'indice S&P 100, ma l'operatività si concentra ogni volta sui pochi titoli che presentano le condizioni migliori. Un titolo alla volta, scelto con criteri oggettivi anziché per preferenza personale.
Su quali mercati opera il metodo OneStockTrader? Il metodo si applica al mercato azionario statunitense, e in particolare alle cento società a maggiore capitalizzazione che compongono l'indice S&P 100. Non copre futures, valute, materie prime o criptovalute.
Il metodo OneStockTrader è automatico o discrezionale? L'analisi è sistematica e automatizzata: regime di mercato, selezione dei titoli e definizione dei setup operativi vengono calcolati ogni mattina con criteri fissi. La decisione se e come operare resta invece discrezionale e spetta al trader.
Quali strumenti di analisi tecnica utilizza? Il metodo si basa su livelli calcolabili in modo oggettivo a partire da prezzo e volume: il Central Pivot Range per l'area di valore e l'impostazione direzionale, l'analisi dei volumi scambiati e dei livelli pivot per le aree di maggiore rilevanza, e l'Average Daily Range per lo stato di volatilità e gli obiettivi di prezzo.
Serve esperienza per applicare questo metodo? No. I criteri sono espliciti e ripetibili, quindi il percorso formativo di OneStockTrader è accessibile sia a chi parte da zero sia a trader già operativi che vogliono strutturare il proprio processo di analisi.
Andrea Bellani è analista tecnico dei mercati finanziari certificato SIAT di I livello e fondatore di OneStockTrader. Le analisi hanno finalità informative e non costituiscono consulenza finanziaria personalizzata.





Commenti